Un blog fuori dalle catacombe.
Su questo e su altri mondi
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest`ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore.
Vangelo secondo Giovanni 10, 14 -16
Il sommo sacerdote entra nel santuario ogni anno per offrire sangue di animali. Cristo, invece, non è entrato per offrire se stesso molte volte: altrimenti avrebbe dovuto patire molte volte, da quando esiste il mondo. Invece egli si è presentato soltanto una volta, ora che siamo alla fine dei tempi, per eliminare il peccato, offrendo se stesso in sacrificio.
Tutti gli uomini sono destinati a morire una volta sola, e poi sono giudicati da Dio. Così anche Cristo: si è offerto in sacrificio una volta per sempre, per prendere su di sé i peccati degli uomini. Verrà anche una seconda volta, non più per eliminare i peccati, ma per dare la salvezza a quelli che lo aspettano
Lettera agli Ebrei 9, 25 - 28
1. Fratello extraterrestre
Mi era molto piaciuta questa intervista di qualche mese fa a Padre José Gabriel Funes, direttore della Specola Vaticana, gesuita e astronomo, il quale si dichiarava favorevole all’ipotesi dell’esistenza di altre creature intelligenti nell’universo. Tra le altre cose, Padre Funes diceva che
se anche esistessero altri esseri intelligenti, non è detto che essi debbano aver bisogno della redenzione. Potrebbero essere rimasti nell’amicizia piena con il loro Creatore.
Insisto: se invece fossero peccatori, sarebbe possibile una redenzione anche per loro?
Gesù si è incarnato una volta per tutte. L’incarnazione è un evento unico e irripetibile. Comunque sono sicuro che anche loro, in qualche modo, avrebbero la possibilità di godere della misericordia di Dio, così come è stato per noi uomini.
L’argomento della vita su altri mondi mi interessa particolarmente, specie dal punto di vista teologico; ne avevo parlato già qui, a proposito delle Cronache di Narnia di Lewis, e ora vorrei riprendere quel discorso. In particolare, qui di seguito ardisco avanzare una certa ipotesi, della cui plausibilità (diciamo pure: ortodossia) vorrei chiedere conferma a qualche persona competente che si trovasse a leggere.
Ma prima di parlare di altri mondi, devo parlare di questo.
2. Cristo non è un avatar
Avatar: oggigiorno questa parola, di origine sanscrita, ha due significati. Nel primo significato, proprio delle religioni orientali, l’avatar (plurale avatàras) è la manifestazione fisica di un’entità metafisica, un’incarnazione divina in un corpo umano. Per esempio, pare che le due bambine nate con singolari deformità, qualche tempo fa in India, siano state considerate dai fedeli locali come vere e proprie avatàras di divinità del pantheon induista.
Nel secondo significato, ben più recente perché sorto con l’uso di internet, l’avatar è un’immagine che l’utente associa alla propria identità on-line. Io una volta avevo una mia foto sfocata come avatar, poi l’ho cambiata con l’immagine che vedete in alto a destra, e ultimamente sto pensando di cambiarla ancora.
Si evince da quanto sopra che la coincidenza di significati non è casuale: in entrambi i casi l’avatar è una rappresentazione usata per manifestarsi agli altri, ma soprattutto è una manifestazione fungibile, sostituibile. L’avatar non è l’entità manifestata, ma solo una sua immagine transitoria, intescambiabile con altre; è una maschera, non il volto. Non posso cambiare il mio nickname “claudioLXXXI”; ma posso cambiare l’immagine da un momento all’altro, potrei cambiarne una al giorno se volessi.
La differenza fondamentale tra Gesù e gli avataràs consiste allora proprio in questo: l’Incarnazione cristiana non è stata una fra le tante possibili, ma l’unica; e non ha manifestato una “maschera”, un qualcosa di accessorio ed esterno, ma una “persona”,
Nelle religioni orientali come l’induismo, invece, si trovano molteplici storie di incarnazioni divine, alcune delle quali precedute da concepimenti virginali; ma sono appunto molte, plurali, interscambiabili. E in passato molti missionari cristiani (quelli che facevano i missionari per davvero: andavano per convertire, non per “dialogare”) hanno descritto la facilità solo apparente con cui gli orientali acconsentono a riconoscere la divinità di Gesù, proprio perchè la intendono a modo loro, come un altro avatar, mentre risultava molto difficile convincerli del fatto che Cristo è unico.
Sennonchè oggigiorno l’interpretazione di Cristo come un avatar, soltanto un altro avatar, che è sempre stata presente nel pensiero gnostico (qualcuno ha visto Carnivàle?), si è infiltrata anche nella cristianità. Certo la gnosi si è sempre infiltrata come un virus, in forme diverse nel corso della storia, nella dottrina cristiana; ma oggi, specie dopo l’impazzimento collettivo post-conciliare, la cosa ha assunto livelli enormi, ben oltre i confini della sottocultura new age. Basti ricordare il terremoto intellettuale che a suo tempo provocò
3.
Ora, questa teologia pluralista fa parte del magma ribollente del relativismo postmoderno, e adesso non c’è bisogno che mi metta a spiegare il relativismo. Ma mi vado convincendo sempre più che tra le cause di questo modo di pensare vi è il fatto, che qui mi interessa particolarmente ai fini del mio discorso, che oggi è andata persa la nozione unitaria di natura umana.
Noi occidentali abbiamo cominciato a perderla all’epoca delle grandi scoperte geografiche, quando il nostro punto di vista eurocentrico ha dovuto fare i conti con l’esistenza di altri popoli e altre culture e altri costumi. Mentre gli uomini di Chiesa s’interrogavano sulle possibilità dell’inculturazione, le potenze europee cominciavano il colonialismo.
Fu così che sorsero, in ambienti illuministici e protestanti, le teorie del poligenismo: cioè che l’umanità non avesse un unico progenitore comune, un solo Adamo, ma che ve ne fossero stati diversi in diverse zone del mondo e che perciò in definitiva non esistesse neppure una comune umanità. Un amabile tollerante come Voltaire sostenne il poligenismo e ne dedusse la liceità morale della tratta degli schiavi ( in cui tra l’altro investì fruttuosamente un bel po’ di soldi), laddove l’idea cattolica del monogenismo e della pari dignità razziale era evidentemente un pregiudizio dogmatico residuo dei secoli bui che ostacolava il progresso e lo sviluppo commerciale, onde era assolutamente necessario schiacciare l’Infame.
Una variante di questa tesi, sorta perlopiù in ambito protestante per conciliare l’interpretazione della Bibbia e il razzismo, fu il preadamismo - l’idea che prima di Adamo vi fossero state altre creazioni, di cui
Un altro scossone alla concezione unitaria della natura umana venne da Darwin: o meglio attraverso di lui e suo malgrado, perché le sue scoperte formarono la base d’appoggio per distruggere l’uniformità della natura non solo nello spazio (ci sono diverse specie umane -> razzismo) ma anche nel tempo (la natura umana si è evoluta -> alcune specie sono più evolute delle altre -> razzismo). E vorrei precisare che il darwinismo fu suo malgrado posto a base del razzismo scientifico, che avrebbe poi prodotto l’amaro frutto del nazifascismo, giacché Darwin condivideva il monogenismo e che io sappia non fece mai differenze di grado evolutivo tra le diverse razze umane; a quelle ci pensarono i suoi successori, come suo cugino Francis Galton, che fu anche teorico dell’eugenetica.
(colgo l’occasione per specificare che ritengo l’evoluzionismo affatto incompatibile con il cristianesimo, e men che meno con il cattolicesimo – con buona pace di certo intransigente tradizionalismo à
Bene: dopo l’orrore del nazifascismo, le teorie razzistiche sono diventate politicamente scorrette e pubblicamente inaccettabili. A dire il vero, pare ci siano certe evidenze empiriche di tipo farmacologico attestanti che alcune differenze genetiche tra la razze esistono davvero; ma se pure fosse vero (recentemente James Dewey Watson ha passato qualche guaio per certe sue opinioni discutibili, e ben gli sta), ciò che è importante sottolineare è che eventuali diversità razziali fisiche non hanno nulla a che fare con un concetto metafisico come quello dell’uguale dignità – il problema è che il mondo materialista, avendo ormai perso ogni nozione di metafisica, non sa più darsi ragione di concetti astratti che deve accettare solo perché sono politicamente corretti (eh sì, anche i nemici della metafisica hanno i loro dogmi).
Purtroppo, questo non ha restaurato l’antica nozione di comune natura umana: al contrario il relativismo postmoderno, sfruttando anche il senso di colpa post-razzista occidentale, teorizza ampiamente che non esiste la natura umana ma solo le diverse culture, tutte sullo stesso piano, per cui nessuno stile di vita è più o meno naturale di un altro. La negazione della natura si lega in parte alla retorica della propaganda gay, che con il concetto di “innaturalità” ha dei rancori di lunga data, e in parte all’ascesa della Tecnica che vuole superare ogni limite di natura per arrivare all’onnipotenza dell’uomo.
4. Qui e altrove
Forse può sembrare che io mi sia allontanato dalla traccia iniziale, ma in realtà tutti questi argomenti sono legati tra loro.
L’unicità dell’Incarnazione divina – Cristo come il Salvatore, non solo l’ennesimo rispettabile avatar – è strettamente correlata all’unicità della natura umana. In quanto Dio si è fatto Uomo, e come uomo è morto e risorto ha redento la natura umana e reso accessibile la salvezza a tutti gli esseri umani, di qualsivoglia razza e nonostante le differenti culture, più o meno lodevoli, più o meno deprecabili, in cui essi possano essere immersi. Cristo è uno solo perché una sola è la natura umana, le differenze razziali o culturali essendo nient’altro che differenti declinazioni di una radice comune.
Ed ecco l’ipotesi.
Se nell’Universo, o Multiverso o come vogliamo chiamarlo, esistono altre creature;
se queste creature non sono semplicemente “animali”, ma sono fatte come noi a immagine e somiglianza del Creatore (il che non significa avere-una-testa-due-braccia-e-due-gambe, quanto piuttosto l’essere capaci di pensare, di creare, di amare), e però hanno ovviamente una natura non-umana;
se anche queste creature non-umane, queste persone, hanno dovuto affrontare le sgradevoli conseguenze del peccato;
se tutto questo è ipotizzabile…
… allora io sospetto che sì, Cristo potrebbe davvero incarnarsi anche su quei mondi lontani. Potrebbe assumere, oltre alla natura umana, la natura non-umana dei nostri “fratelli extra-terrestri”.
È chiaro che questo comporterebbe da parte nostra un’interpretazione estensiva (il vantaggio di essere cattolici piuttosto che protestanti…) di quanto scrive San Paolo nella Lettera agli Ebrei: l’irripetibilità dell’Incarnazione, il sacrificio con cui Cristo ha preso su di sé i peccati degli uomini, attiene appunto all’ambito del mondo degli uomini; tale irripetibilità non sarebbe invalidata dalla presenza di altri mondi e altre creazioni, di cui semplicemente
Questa è la mia ipotesi.
Suggerimenti, osservazioni, controindicazioni?

torietoreri in Tempus fugit &n...
utente anonimo in Tempus fugit &n...
ClaudioLXXXI in Ma come fanno a non ...
ClaudioLXXXI in Ma come fanno a non ...
Yussuf in Ma come fanno a non ...
utente anonimo in Tempus fugit &n...
utente anonimo in Tempus fugit &n...
utente anonimo in Il paradigma della n...
ClaudioLXXXI in Tempus fugit &n...
ClaudioLXXXI in Ma come fanno a non ...
BLOG - A conservative mind
BLOG - Anna Vercors
BLOG - Apota
BLOG - Areaditransito
BLOG - Berlicche
BLOG - Bizblog
BLOG - Born in Bivigliano
BLOG - cazzeggio libero
BLOG - Crossroads
BLOG - Cuoredipizza
BLOG - del visibile
BLOG - E' tutta colpa di K
BLOG - EscatologiKa
BLOG - Faber's place
BLOG - Factum
BLOG - Filosofia e fede
BLOG - Fior di cactus
BLOG - Gino
BLOG - Giovanni da Rho
BLOG - Heaven Astrolabe
BLOG - Hope and Love is Life
BLOG - Il come, più che il cosa
BLOG - il piccolo zaccheo
BLOG - Il pubblicano
BLOG - In Direzione Ostinata E Contraria
BLOG - in italiano
BLOG - Ismael
BLOG - JBFletcher
BLOG - Kelebek
BLOG - Kukulkan
BLOG - la società degli strumenti scordati
BLOG - Labre
BLOG - Lavori in corso
BLOG - licenziamentodelpoeta
BLOG - magisamica
BLOG - Martayensid
BLOG - Messa in latino
BLOG - Nihil Alieno
BLOG - Osteria Volante
BLOG - Papa Ratzinger
BLOG - Parole corsare
BLOG - Pensieri(ni)
BLOG - Pesce Vivo
BLOG - Piccolo Uomo
BLOG - Poemen
BLOG - Quadernetto
BLOG - Quid est veritas?
BLOG - Registro di classe
BLOG - Rottami e diamanti
BLOG - Saura Plesio (Nessie)
BLOG - seraphim
BLOG - Shapiro
BLOG - Silvana De Mari
BLOG - Sindrome Post Aborto
BLOG - stranocristiano
BLOG - Totalitarismo Totale
BLOG - Uomo vivo
BLOG - Vincenzillo
BLOG - Wind Rose Hotel
BLOG - wXre
Centro Studi Tocqueville-Acton
EX BLOG - Caverna
EX BLOG - Critica della Ragion Pubblica
EX BLOG - EffimeraMente
EX BLOG - Il Crepuscolo Delle Scintille
EX BLOG - La divina indifferenza
EX BLOG - La perfezione della medusa
EX BLOG - Piccola Cellula Del Terrore
EX BLOG - Synchronicity
EX BLOG - Una Persona Intorno
EX BLOG - Upi on Paper
Lupus in pagina
Opus Dei
Samizdatonline
Santa Sede
STAMPA - rassegna stampa Camera
STAMPA - Rassegna stampa Senato
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
Cinema
Letteratura
Guida Galattica per autostoppisti
Miscellanea
Dal padre-padrone al padre-demiurgo
Libero arbitrio, prescienza, onnipotenza, tempo, eternità
La soggettività giuridica del concepito
Cari amici, vi voglio convertire perchè vi voglio bene
La necessità della morte: il senso della vita
antiteismo
caritas in veritate
cinema
destra e sinistra
esagono
islam
laicita
letteratura
libero arbitrio
pseudogiornalismo
relativismo
scienza
visitato *loading* volte
© i diritti sui contenuti di questo blog sono riservati e protetti dalle norme vigenti sul diritto d'autore (legge 22 aprile 1941 n. 633 e seguenti).
questo blog è sideralmente distante dal concetto stesso di testata giornalistica, stante l’assoluta aperiodicità della pubblicazione dei post (sovente rari e lunghissimi), e mai e poi mai potrebbe essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge 7 marzo 2001 n. 62. Questo blog occasionalmente pubblica immagini tratte dalla rete, citandone la provenienza se necessario; comunque, ove qualche detentore di diritti non fosse contento, mi faccia sapere e celermente rimuoverò. Questo blog ha installato un contatore visite, ma cerca di non guardarlo troppo spesso, per il resto non è interessato a raccogliere collazionare e conservare informazioni su luoghi e itinerari di provenienza dei visitatori, uno perché gliene tange relativamente poco e due perché non saprebbe come farlo, perciò per tutte le questioni di privacy rimanda alla policy di Splinder e stop. Questo blog vuole proteggere i propri diritti d’autore ut sopra descritto, perciò si prega non commettere plagi, naturalmente sono invece ben accette le citazioni con indicazione della fonte.
L’amore vuole amare. Anche se l’amore non è amato, che importa? L’amore ha bisogno di amare. L’amore deve amare. L’amore ama l’amore, l’amore ama amare l’amore, l’amore ama il suo amar amare l’amore in un crescendo vertiginoso esponenziale di amore per amore per amore che si moltiplica per sé stesso fino a non finire mai. L’amore autoreferenziale, autonecessitato, autonutritivo, autoesplicativo. L’amore come il serpente ouroburos degli alchimisti che si morde la coda. L’amore che realizza il moto perpetuo perché delle leggi della termodinamica se ne frega. L’amore è l’unica cosa che amando sé stessa non è mai egoismo, perché è sempre amore.