Libero Arbitrio

Un blog fuori dalle catacombe.

giovedì, 01 marzo 2007

Cronache dal mondo nuovo

 

“Carissim*,

augurandomi e augurandovi la fiducia…

 

Vladimir Luxuria non sarà forse il massimo dell’autorevolezza intellettuale, ma quello che scrive va sicuramente letto con interesse, poiché costituisce un’eccellente da cartina di tornasole della mentalità gender che ben rappresenta. Quanto sopra è l’inizio di un suo articolo di ieri su Liberazione, in cui fa il punto circa conseguenze della situazione politica sui Dico per poi lanciarsi nella consueta retorica radical chic.

Orbene, lasciando perdere il resto, ciò su cui adesso voglio richiamare l’attenzione è quel fulminante e geniale incipit: Carissim*. Capito? Non “carissimi” nè “carissime”, naturalmente, perché l’uso di un genere sarebbe discriminatorio nei confronti dell’altro (non sia mai); ma neppure “carissimi e carissime”, perché questa formula indurrebbe a pensare che ci sia una qualche non irrilevante differenza tra gli uni e le altre (orrore!). Nossignore, l’onorevole Luxuria (o il suo ghostwriter) ha capito perfettamente qual è la nuova frontiera che la neolingua deve abbattere: la desinenza per genere, che va estirpata dalla grammatica italiana. Non più “buono/buona”, “cattivo/cattiva”, ma soltanto buon* e cattiv*.

Geniale, no?

Certo, si pone un lieve problema fonetico, perché l’asterisco non è un suono e non può essere pronunciato; ma senz’altro questa rivoluzione grammatical-culturale riuscirà a superare anche questo ostacolo. L’ideologia gender non si fa fermare dall’anatomia, la quale scioccamente si ostina ancora a presentare delle differenze sessuali tra gli esemplari umani (che retrograda!), figuriamoci se si fa mettere i bastoni tra le ruote da un’insufficienza linguistica. È ovvio che l’asterisco è un accomodamento transitorio, limitato per ora al discorso scritto, da sostituire quando il Progresso avrà trionfato. Due soluzioni sono al vaglio:

1) o la semplice abolizione della desinenza finale, giacché nel colloquio orale dovremmo abituarci a troncare seccamente la parola in questione all’ultima consonante (Carissim!);

2) oppure l’utilizzo della vocale “u” quale unica desinenza, le altre essendo ormai legate a una caratterizzazione di genere e numero (regola vuole che -o sia per il singolare maschile, -a per quello femminile, -i ed -e per i rispettivi plurali; resta solo la -u), sicché dovremmo pronunciare “Carissimu!”. Magari raddoppiata per il plurale: così, nella neolingua gender, l’incipit di ogni lettera aperta e discorso al pubblico sarebbe “Carissimuu!”.

Che sarà pure un suono po’ bovinoide, forse; ma è senza dubbio politicamente corretto, e quest* è l* cos* più importante.

 

P.S.

Se le fosche ancorché ironiche previsioni finali di questo post dovessero sembrare esagerate a qualcun*, sarà forse utile far sapere che in qualche paese straniero esiste davvero chi (per esempio il tal “Feministiskt Initiative” ovvero Partito Femminista svedese) ha seriamente proposto di abolire la differenza di genere dei nomi propri: i quali, per non influenzare negativamente i bambini, dovrebbero essere rigorosamente neutri e unisex.

Di fronte a tale radicalismo appare sicuramente più moderata la riforma voluta da Zapatero, che si è limitato a estromettere dal codice civile spagnolo termini ormai desueti come “padre” e “madre”.

Conclusione? Si ha l’impressione che sia venuto il tempo previsto da Chesterton:

 

La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo. Sarà una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. E una tesi razionale quella che ci vuole tutti immersi in un sogno; sarà una forma assennata di misticismo asserire che siamo tutti svegli. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l’erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto.

 

(G. K. Chesterton, “Eretici”, 1905)

 

Postato da: ClaudioLXXXI a 09:48 | link | commenti (14) |


Commenti
#1    01 Marzo 2007 - 11:32
 
Bellissimo Claudio, stavolta concordo :D
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#2    01 Marzo 2007 - 14:36
 
Bravu
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#3    01 Marzo 2007 - 14:55
 
Tu, Claudio, mi pare di ricordare, sei abbastanza giovane... Io ricordo un fumetto nato dalla matita di Bonvi, e poi "regalato" a Silver, che parlava come il/la Luxuria.
Si chiamava Cattivik, troncav tut le parol e parlav in mod un po stran.
Era un coso nero e peloso, che non si capiva che genere di creatura fosse, e per sopravvivere faceva il criminale (finendo sempre a beccare un sacco di mazzate, perchè era stupido come una zucca vuota).
Mmmm.... A pensarci bene: hai visto mai... nascesse davvero da Cattivik, 'st'ispirazione di Luxuria? ;-)
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#4    01 Marzo 2007 - 15:59
 
Ah-h*, mi hai copiat! (http://www.berlicche.splinder.com/post/10795704/U+Pos+Assa+Scorrett)
;-)
La u finale mi ricorda il "Giuda" di Venerdì 13 di Leo Ortolani...
Comunque suggerisco come fonema per l'asterisco il rumore dello sputacchio.
PS: in tema, non so se questo ti era sfuggito:
http://www.stranau.it/news/news_0702/servizio_sanitario_scozia.htm
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#5    01 Marzo 2007 - 17:52
 
Leggendo il tuo ottimo post, Claudio, inzialmente si sghignazza (magistrale, quel "bovinoide"... :-)), poi ci si impensierisce e da ultimo ci si sgomenta. Al pensiero che magari ci sia anche qualcuno, e nemmeno tanto pochi, che in nome della consueta bovinaggine (tanto per restare in tema) magari applaudirà la furbata demagogica del buon Vladimir.
Da parte mia, corro a rileggermi l'appendice a "1984" inerente proprio alla neolingua. Così mi porto avanti col programma.
Che tu sia condannato a vivere in tempi interessanti - recita la maledizione orientale.
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#6    01 Marzo 2007 - 19:08
 
Ma non è che arrivati a questo punto siano i buoi a sentirsi offesi?
utente anonimo

#7    01 Marzo 2007 - 21:28
 
Berlic, potrebbe stato Vladimir (nome invero spaventoso, per certe reminiscenze vampiriche) a copiarti... magari ha letto il tuo post e ha pensato "buona idea!"

Stark, tu concordi? TU CONCORDI? Beh, sono commosso.
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#8    01 Marzo 2007 - 22:11
 
Vlad the Impaler!
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#9    01 Marzo 2007 - 22:16
 
Dai Cla', l'asterisco è estremamente ridicolo :D
Ma proprio in senso letterale: quando l'ho visto sono scoppiato a ridere :D

Ti commuovi perché sei stranamente convinto che chi supporta PACS e matrimoni gay miri necessariamente ad estremismi cretini.

Boh, tanto per tornare in me ti dico che amo "Andrea" come nome femminile :P Sono un essere spregevole a causa di questa passione, lo so :P
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#10    01 Marzo 2007 - 22:27
 
Bel post...divertente anche.

La cosa bella è la preoccupazione satirica che dimostri nei confronti di cose più divertenti e provocatorie che serie. :D

Hai mai ascoltato Vladimir Luxuria ai tempi di RDS? Diceva le stesse cose, le ha solo messe in "politica". Che poi, amen, sono le divagazioni di cui hanno bisogno per non farci accorgere che il paese va a puttane(o a trans&gigolò, per essere equi!XD) e loro pensano ai DICO e all'allargamento di Vicenza.

Il partito svedese..perchè che dire allora del partito dei pedofili in Belgio? QUELLO è preoccupante.

Gli "estremismi" sessual/sociali sono ridicoli, frutto di gente poco mentalmente sana...e il relativismo c'entra quanto citare di nuovo il coniglio di Fra.

Poi potranno vestirci tutti da donne e truccarci...farò finta di essere Achille che evita di andare a Troia. ;*

Baci virili! :DDD
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#11    01 Marzo 2007 - 22:27
 
Ps: geniale il carissimuu! :D
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#12    02 Marzo 2007 - 00:31
 
http://www.youtube.com/watch?v=Y28e4HqKmd8&mode=related&search=
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#13    02 Marzo 2007 - 07:41
 
Eh... caro Claudio!
Il genere neutro latino non ti dice nulla?
Avremo la più grande rivoluzione/involuzione della neolingua! l'introduzione del neutro!
Rigorosamente in -u.
Mmmm.. e il plurale? in -us!!! :)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AnnaV

#14    10 Aprile 2007 - 21:26
 
Ehi! Ma siete simpatici!
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Commenti
 

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A margine

L’amore vuole amare. Anche se l’amore non è amato, che importa? L’amore ha bisogno di amare. L’amore deve amare. L’amore ama l’amore, l’amore ama amare l’amore, l’amore ama il suo amar amare l’amore in un crescendo vertiginoso esponenziale di amore per amore per amore che si moltiplica per sé stesso fino a non finire mai. L’amore autoreferenziale, autonecessitato, autonutritivo, autoesplicativo. L’amore come il serpente ouroburos degli alchimisti che si morde la coda. L’amore che realizza il moto perpetuo perché delle leggi della termodinamica se ne frega. L’amore è l’unica cosa che amando sé stessa non è mai egoismo, perché è sempre amore.